Elisa De Nigris e Valeria Talamonti

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La Fondazione Zucchelli continua la serie intitolata ‘Confronti e distanze’ con la mostra di due giovani artiste Elisa De Nigris e Valeria Talamonti, vincitrici del Premio Zucchelli 2015 e allieve dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Il curatore della mostra, Walter Guadagnini, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna, attraverso l’esposizione ci proietta in due mondi diversi, uniti nello stesso spazio, quello della De Nigris attraverso suggestioni visive e concettuali, dove l’ombra diventa presenza, l’individuale collettivo, l’anonimo autore, e quello della Talamonti “che scorre come un loop ininterrotto” fino a concepire il tempo come eterno ritorno e lo “spazio come viaggio all’interno di se stessi prima ancora che nei luoghi del mondo”. Ad unire la ricerca delle due artiste un principio di decontestualizzazione e “una idea della creazione artistica come possibile interrogazione sul tempo, sulla necessità di un rapporto diverso con il suo scorrere … La fotografia della De Nigris diventa allora l’equivalente della fasciatura della Talamonti, un mezzo per congelare il flusso temporale, la ricerca di una dimensione altra rispetto alla norma fatta di un susseguirsi frenetico di immagini che scivolano sulla pelle delle cose e delle persone. Ricostruire la pelle attraverso la memoria, anche questa può essere una delle ragioni del fare arte, oggi”. Walter Guadagnini

 

Elisa De Nigris

 Artista bolognese, allieva dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna, frequenta il corso di Pittura.

Partecipa alla mostra: “DUETTI # 3” bipersonale presso la galleria no-profit LOCALEDUE, Bologna, (2014), e a “Delphic Volgograd 2014”, evento presso il conservatorio di Volgograd patrocinato dall’UNESCO.

Nel 2013 frequenta il workshop di fotografia a cura di Franco Vaccari e Luca Panaro presso Associazione Grandangolo, Carpi (MO) accompagnato da una mostra finale presso la Biblioteca Comunale di Carpi.

L’artista utilizza principalmente la fotografia analogica indagando l’avvicinamento alla fotografia di artisti e siti culturali: le visite ai loro luoghi e il fotografarne i particolari è oggetto dei suoi progetti fotografici. Nasce così una riflessione sullo sguardo e sull’autorialità dell’opera, espressa non solo dal punto di vista concettuale ma trattata negli aspetti più emozionali, intimi e affettivi dove la conoscenza avviene solo attraverso lo sguardo.

 

Valeria Talamonti

Artista san benedettese, consegue gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove attualmente vive e lavora. Frequenta tirocini formativi e workshop nel dipartimento educativo del MaMbo Museo d’Arte Moderna e all’Accademia di Belle Arti di Bologna Workshop.

Vincitrice per ben due anni consecutivi del Premio Zucchelli, nel 2014 e nel 2012, con due mostre personali dal titolo: “La Citta’ irreale” e “Processo Fragile”.

Nel 2015 partecipa alla collettiva “Biennale d’arte Don Franco Patruno” e alla mostra collettiva “Quale grande guerra, a cura di W. Guadagnini, B. Buscaroli, G. Caimmi, docenti dell’Accademia di Belle Arti , di Bologna, organizzata dalla Fondazione Zucchelli.

La ricerca dell’artista si basa su contenuti di varia natura, che hanno sempre un soggetto che viene alterato e mutato a seguito di un concetto e viceversa. A volte il soggetto è lo spazio fisico che viene trasformato con interventi che cambiano la sua percezione, altre volte si focalizza sulla variazione di immagini o oggetti che vengono manipolati al fine di cambiarne le caratteristiche attraverso un pensiero. In altri casi il principio è una storia o un racconto che viene poi rielaborato e foggiato attraverso una visione fantastica ed è qui che entra in gioco il suo Daimon… “Prima della nascita ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve … un daimon, che è unico … che ricorda il contenuto della nostra immagine, è lui il portatore del nostro destino”. James Hillman, tratto da Il codice dell’anima.