Presentazione

Investire sul talento significa investire sul presente e sul futuro, sull’oggi e sul domani dei giovani artisti, cercando di sostenerli nel loro percorso di crescita individuale. Spesso il genio non si definisce o concretizza con un mestiere, non coincide da subito con la possibilità per l’artista di mantenersi grazie ad esso, è difficile da coltivare: per questo a molti capita di abbandonarlo. La Fondazione Zucchelli nasce proprio per sostenere questi giovani talenti nella loro avventura (di vita) artistica e nello specifico quelli della città di Bologna attivi nell’ambito delle Arti figurative e della Musica. A questo proposito, Davide Rondoni (Presidente della Fondazione Zucchelli), ricorda che investire sul talento, non è l’investimento sul futuro. E’ l’investimento sull’oggi, cercando di favorire gli allievi meritevoli e talentuosi a stare sul proprio passo, spingendoli a non abbandonare la propria vocazione, perché non genera valore immediato.

“In questa epoca della astrazione mettersi a occuparsi dei talenti significa rammagliare il mondo, avvicinare gli occhi e il fiato alle più reali e primarie movenze dell’essere umano. Occuparsi dei talenti significa occuparsi infatti del destino, della prospettiva di eterno che rende reali, irriducibili, valevoli il bacio o il tocco sulla tastiera, il grido o il fiato lieve del canto. Un’occupazione da far tremare i polsi, da santi, avrebbe scritto T.S. Eliot. Noi santi non siamo, ma da loro cerchiamo di imparare e dedicarci, appunto, a occupazioni alte e profonde, rischiose e dure, insomma, le più umane e sacre, nonostante la pochezza del nostro cuore, la nientezza della nostra carne e forze. Ad esempio, dedicarsi, come antichi monaci o contadini futuri, a far crescere il talento, il buono possibile, che c’è nelle persone. E il buono, lo sappiamo per noi stessi, è sempre avvinghiato, mischiato e sfarinato insieme alla tentazione della malora, eppur si può e si deve, strenuamente, dare un gesto, anche un solo gesto, che inviti a puntare sul buono, sul positivo che vediamo prender risalto nello studio e nella passione di una ragazzo, invece che sulla sua (e nostra) distrazione e perplessità e malora. II talento è legato al destino di una persona. La parabola evangelica è chiara, dura. Se non investi il tuo talento, dice il Nazareno, se lo sperperi o male lo impieghi, ti giochi il destino. Non una carriera o una professione, ma il cielo. Il destino. Qui si lavora per questo, non per meno. Ad altri lasciamo l’arte intesa come intrattenimento o come ricamo intorno alla noia. Qui si lavora nelle fauci del lupo. Con l’allegria degli innamorati”.

Davide Rondoni